La tartaruga cerca casa
La tartaruga cerca casa
DOMANDA
Ci hanno regalato una tartaruga d’acqua, ma mia figlia piccola ne è terrorizzata e per questo abbiamo deciso di trovare una destinazione alternativa per la tartarughina. Ma come possiamo ricollocarla in modo etico? Quali sono le soluzioni?
Rosalba, Bologna
RISPOSTA
Cara Rosalba,
come giustamente dici tu, la ricollocazione di una tartaruga deve essere fatta in modo responsabile, nel rispetto del benessere dell’animale e delle normative locali sulla fauna. Prima di tutto, è importante identificare la specie: se si tratta di una tartaruga autoctona (come Emys orbicularis in Italia), è consigliabile contattare un centro di recupero per animali selvatici o un ente di tutela ambientale per ricevere indicazioni specifiche: una possibile soluzione potrebbe essere affidare la tartaruga a un privato che abbia un habitat adeguato, previa. Le cautele aumentano se la tartaruga è di una specie esotica, come la Trachemys scripta (tartaruga dalle orecchie rosse o gialle): in questo caso, la liberazione in natura è assolutamente vietata perché può danneggiare l’ecosistema e competere con le specie autoctone (Regolamento UE 1143/2014). In questo caso, bisogna contattare associazioni specializzate nel recupero di tartarughe esotiche, come la Tarta Club Italia o ENPA. In ogni caso, evitare soluzioni drastiche, come l’abbandono in natura o in uno stagno pubblico, che possono causare danni all’animale e all’ambiente.
Silvia Bianco, educatore cinofilo e istruttore riabilitatore
Curiosità
Grazie alla raccolta di carta e cartone, ogni anno in Italia si risparmiano emissioni nocive pari a un blocco totale del traffico (automobili, camion e mezzi pubblici) lungo ben 6 giorni e 6 notti!