Conserva l’aspetto e i ritmi di un piccolo borgo fortificato medioevale, ma è una località internazionale con un’Università aperta agli studenti di tutto il mondo. Ricca di tesori artistici e gastronomici

testo e foto di Auro Bernardi

 

Etrusca, romana, libero comune medievale. Signoria di fatto nel Rinascimento, senza esserlo di diritto. Pontificia dal XVI secolo, antipapalina nel Risorgimento... Insomma, nel centro storico di Perugia si stratificano oltre 2.500 anni di storia, con questa costante: la presenza di prelati e capitani di ventura, soldati, guerrieri, patrioti, ma anche uomini (e donne!) di fede capaci di infiammare e trascinare più dei condottieri. Oggi possiamo godere del lascito di tutti questi personaggi grandi e piccoli con in più una tradizione gastronomica straordinaria. Frutto a sua volta di tradizioni secolari.

LA PIAZZA DÀ SPETTACOLO
Punto di partenza per la visita al centro storico può essere il suo vertice, l’antica acropoli etrusca, ossia Porta Sole da cui si gode una magnifica vista su gran parte della città e la valle Umbra. Da qui si scende lungo le mura etrusche in direzione di Porta Sant’Angelo, accanto alla quale sorge il settecentesco Palazzo Gallenga Stuart, sede dell’Università per Stranieri. Molti studenti risiedono in Borgo sant’Angelo, dove una miriade di localini e bar etnici replica la provenienza globale dei giovani. L’imponente Cassero e il tempietto altomedievale testimoniano l’importanza strategico-militare della città e la durevole presenza della Chiesa. Il trekking urbano può quindi toccare l’acquedotto medievale, da percorrere tra scenari sempre diversi e suggestivi fino al cuore della città: piazza IV novembre. Una delle più belle d’Italia con i suoi gioielli a giro di sguardo: il gotico Palazzo dei Priori, la Cattedrale di San Lorenzo e Fontana Maggiore, capolavoro duecentesco di Giovanni e Nicola Pisano, dalla ricchissima decorazione con simboli religiosi e politici. Al piano nobile del palazzo, la Galleria Nazionale dell’Umbria ospita mostre temporanee e capolavori di pittura con opere dei più insigni maestri umbro-toscani. Da non perdere due meraviglie a pochi metri dalla piazza: il pozzo etrusco, opera idraulica risalente all’epoca preromana, e il Collegio del Cambio, antica sede della potente corporazione dei banchieri, con la Sala delle Udienze interamente affrescata dal Perugino. Una sorta di Cappella Sistina laica.

LA CITTÀ UNDERGROUND
Altro quartiere di grande interesse è quello che si è sviluppato attorno alla chiesa di San Pietro. Con l’omonima chiesa che racchiude autentici tesori d’arte, e la vicina San Domenico, all’interno della quale si trovano alcune opere tra le più significative della storia di Perugia come la grandiosa vetrata medievale dell’abside, recentemente restaurata, e la tomba di Benedetto XI della cerchia di Arnolfo di Cambio. Infine, non si può dire di aver visto Perugia senza la sua parte underground. Ossia la Rocca Paolina, uno dei siti più affascinanti per le sue stratificazioni storiche. Al suo interno è possibile seguire l’intero arco della storia millenaria della città, dall’etrusca Porta Marzia al medievale quartiere Baglioni alla rinascimentale Fortezza Papale, progettata da Antonio da San Gallo, per arrivare alla risorgimentale Piazza Italia. Venticinque secoli racchiusi in un solo colpo d’occhio. Ben poche città al mondo possono proporre qualcosa di simile.

 

LARGO AI GHIOTTONI
Tra santi e guerrieri, a Perugia c’è sempre stato posto (e c’è ancora) anche per i buongustai. Piatti tradizionali sono l’imbrecciata, minestrone di legumi, la faraona alla leccarda (condita con una salsa a base di fegatini di pollo, odori e vino bianco) e la parmigiana di gobbi, a base di cardi, mozzarella, sugo di carne e parmigiano. Di origine rustica è la torta al testo. Il nome deriva dalla tradizionale pietra su cui veniva cotta una schiacciata di farina, acqua e olio d’oliva cui si aggiungevano altri ingredienti in base alle stagioni: erbe, asparagi, cipolle, pecorino, magari una spolverata di tartufo. Ma c’è chi la prepara anche con crema di cacao. Per completare il pranzo, i dolci: le pinoccate, a base di pinoli, e il torcolo, ciambella con uvetta e canditi, sono quelli più famosi. Caso a parte, il Torcolo di San Costanzo, dessert tradizionale per la festa del patrono che cade il 29 gennaio (vedi ricetta). Prodotti tipici sono anche pecorino e caciotta, l’olio extravergine e la fagiolina del Trasimeno, piccolo legume di sapore intenso. Da unire magari alla panzanella (pane umbro insaporito con verdure e olio) e la stracciata di uova e tartufi.

 

COME ARRIVARE

In auto
Da Milano-Bologna, autostrada A1 fino al casello Valdichiana, poi raccordo a.6 fino a Perugia. Da Roma autostrada A1 fino al casello di Orte, poi superstrada ss675 per Terni-Perugia.
In treno
Collegamenti quotidiani da Firenze e Roma con treni Regionali Veloci di Trenitalia.

 

DOVE MANGIARE
• Osteria a Priori via dei Priori 39, tel. 0755727098 www.osteriaapriori.it

Centralissimo, con piatti locali e negozio-enoteca per acquisti.

DOVE DORMIRE
Hotel Giò Wine&Jazz Area via Ruggero d’Andreotto 19 tel. 0755731100
Bel 4* a pochi passi dal minimetro per raggiungere velocemente il centro storico e ottimamente collegato con la rete stradale umbra.
INFO/APP
Info e guida tel. 3337742587 www.guidaturisticainumbria.com
Apt tel. 0755736458 http://turismo.comune.perugia.it
Where?Perugia! App interattiva con informazioni, mappe ed eventi.

 

DA NON PERDERE

UMBRIA JAZZ
Umbria Jazz (abbreviato UJ) è il più importante festival jazz d’Italia: nato nel 1973, ospita ogni anno i più grandi musicisti del mondo. In contemporanea con il festival, si svolgono i seminari della Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics. L’edizione di luglio 2020 purtroppo non si è potuta tenere causa Covid, ma è già in programma quella per il 2021, dal 9 al 18 luglio.

L’INFERNO IN CHIESA
Tra le altre particolarità che contraddistinguono la chiesa di San Pietro, ci sarebbe (condizionale d’obbligo) un segreto nascosto nell’ordito pittorico della grande tela di Antonio Vassilacchi che decora la controfacciata con l’apoteosi dell’ordine benedettino. Ebbene secondo alcuni studiosi, il pittore, allievo di Veronese e Tintoretto, avrebbe sfruttato la sua maestria per dipingere una sorta di ghigno diabolico che emergerebbe in tutta la sua infernale potenza quando non si distinguono più le singole figure, ma solo il loro insieme. Ossia da grande distanza.

DAI CAZZOTTI AI BACI
Nascono a Perugia nel 1922 i famosi Baci Perugina: originariamente chiamati “cazzotti”, per la loro forma a pugno con la nocca sporgente data dalla nocciola, con il cambio di nome sono diventati un’icona di bontà e romanticismo nel mondo. La fabbrica della Perugina si trova appena fuori dal centro storico ed è possibile fare visita alla Casa del Cioccolato Perugina: il tour dura circa 1h 15min e permette di scoprire il museo storico e le linee di produzione della cioccolata, con una ricca degustazione di prodotti Perugina. Numero verde 800.800.907, www.perugina.com/it/casa-del-cioccolato/prenotaunavisita

IL MERCATO DEL GUSTO
Da secoli, l’attuale piazza Matteotti (anticamente piazza Sopramuro) è il luogo del mercato di Perugia. Moltissime le botteghe storiche per uno shopping gastronomico, ma non solo. Si può cominciare con l’Antica Latteria (via Baglioni 5) e i suoi classicissimi maritozzi con la panna. Addossato al palazzo delle Poste il chiosco della porchetta dell’Antica salumeria Granieri: “il miglior street food dell’Umbria” secondo la guida del Gambero Rosso. Sull’altro lato, al n. 39, il ristorante del Bartoccio, con specialità locali, il negozio di giocattoli Bavicchi e il negozio di pasticceria Perugina. A seguire, il Testone, specializzato in torte al testo e l’antica gelateria di Mastro Cianuri.

CIOCCOLATO PER TUTTI
Nel mese di ottobre tutta la città di Perugia si trasforma in una grande cioccolateria a cielo aperto, durante l’evento Eurochocolate. Interamente dedicato al cioccolato e al suo universo, tra stand, cooking show, eventi speciali, sculture di cioccolato, gadget a tema e molto altro.

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