Dai gusci dei gamberi nascono cerotti e bioplastiche
Ogni anno tonnellate di gusci di gamberi, granchi e altri crostacei vengono scartate dall’industria alimentare. Eppure, proprio da questi residui si ricava il chitosano, una sostanza naturale con proprietà sorprendenti che trova impiego in medicina, agricoltura e nella produzione di materiali innovativi.
Secondo studi internazionali, nel mondo vengono prodotti circa 8 milioni di tonnellate di gusci di crostacei ogni anno e fino al 60% del peso dell’animale diventa scarto durante la lavorazione. Da questi residui si ricava il chitosano, già utilizzato per realizzare medicazioni avanzate che favoriscono la cicatrizzazione delle ferite, filtri per depurare l’acqua, pellicole biodegradabili per alimenti e bioplastiche alternative a quelle tradizionali.
Tra le aziende più attive in questo settore c’è Primex, azienda islandese specializzata nella produzione di chitosano per applicazioni mediche, cosmetiche e industriali.
Per la FAO, valorizzare questi sottoprodotti rappresenta una delle strade più promettenti dell’economia circolare applicata al settore alimentare.
Un semplice guscio destinato alla raccolta differenziata può così trasformarsi in una risorsa capace di migliorare la salute delle persone e contribuire a ridurre l’impatto ambientale dei materiali di uso quotidiano.