Quando la frutta è in vetro, e non solo VALE

Confetture, anche extra, composte bio, marmellata, in vasetti e alcune anche in monoporzioni: VALE propone un’ampia scelta di dolci golosità

Per colazioni sostanziose e merende appetitose. Da gustare spalmata su fette biscottate o addirittura sui biscotti, oppure da impiegare nelle torte o per decorare pasticcini. Un prodotto, la “marmellata”, che non dovrebbe mai mancare in dispensa, o in frigorifero se la confezione è stata aperta.

TANTI GUSTI
Fra le confetture che VALE mette a disposizione dei propri clienti, si può scegliere fra ciliegia, albicocca, pesca, fragola, prugna, frutti di bosco, e tra quelle extra anche fichi e mirtilli. Ottime come ingredienti per dolci, quelle extra sono perfette con le fette biscottate o il pane tostato. Naturalmente non può mancare la marmellata di arance. E per chi preferisce le monoporzioni, ecco le confezioni da 4, ognuna da 25 g, di confettura extra di albicocca, pesca, fragola, ciliegia. Ma non è tutto. VALE Natura in Tavola, la linea specifica per chi predilige i prodotti biologici e a filiera controllata, offre la possibilità di optare per le composte bio di albicocche, ciliegie, fragole e pesche con meno zuccheri e più frutta. Perché la “composta” di frutta è un prodotto che ha un contenuto insufficiente di zuccheri per poter essere considerato marmellata o confettura, ma che contiene almeno il 65% di frutta.
DEFINIZIONI IN CAMPO
Quante volte, davanti allo scaffale del supermercato, ci siamo chiesti che differenza c’è fra confettura, confettura extra, marmellata, gelatina? Ebbene, secondo il decreto legislativo n. 50/2004 si definisce marmellata una preparazione a base di zucchero e agrumi: limone, arancia, mandarino ma anche cedro, pompelmo e bergamotto. Si parla invece di confettura e confettura extra se nella preparazione si usano altri frutti che non siano agrumi; in realtà, la differenza fra le due definizioni è legata alla percentuale di frutta contenuta nel preparato: almeno il 35 % per la confettura, il 45 % per la confettura extra. è ovvio che si parla di prodotti destinati a essere commercializzati. Quelle fatte in casa per consumo personale si possono tranquillamente continuare a chiamare marmellate. La gelatina, invece, si fa solo con il succo della frutta senza polpa o buccia.

ALLE ORIGINI Qualcosa di simile alla marmellata/ confettura esisteva già ai tempi di greci e romani, anche se si usava il miele per conservare al posto dello zucchero, ancora sconosciuto. Fu il celebre Nostradamus, medico e astrologo, il primo a scrivere un “Trattato delle confetture, contenente i modi e le guise di fare ogni sorta di confetture liquide, sia allo zucchero che al miele che al vin cotto” nella Francia del XVI secolo, rivelando a tutti il “segreto” della trasformazione e della conservazione di prodotti deperibili come i frutti.

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