Tutti i segreti dello spritz

Oggi dici aperitivo e la prima cosa che viene in mente è Spritz, ormai uno dei cocktail più popolari d’Italia per l’happy hour, a base di Prosecco e bitter come Aperol, Campari o Select che gli conferiscono il suo inconfondibile colore arancione. Basta poi aggiungere una spruzzata di acqua frizzante o seltz e una fetta d’arancia e il gioco è fatto. Il suo dilagante successo, maturato negli ultimi dieci anni, è forse dovuto anche alle sue tante possibili varianti. La più trendy in questo momento (che più che una variante forse è da definire un’alternativa) è l’Hugo, declinato anche nella versione “deluxe” St. Germain.

L'origine di un mito

Lo Spritz dei primordi era molto diverso da quello che conosciamo noi oggi. Per trovare le origini del re degli aperitivi made in Italy, bisogna andare indietro nel tempo fino alla metà dell’Ottocento e spingersi nei territori veneti che allora erano sotto il dominio del regno austro-ungarico. Gli austriaci, non abituati al vino locale così intenso, erano soliti allungarlo con l’acqua di selz, particolarmente gassata: nasce così lo Spritz, dal tedesco spritzen (spruzzare), fatto appunto con vino fermo e acqua gassata. Per questo, se siete in Triveneto, dovete stare attenti a ordinarlo: a Treviso troverete Prosecco e a scelta Aperol o Campari rosso con fetta d’arancia oppure un’oliva, ma già se vi spostate a Venezia il vino è fermo e si usa il Select oppure il Cynar; a Udine è d’obbligo farlo con il vino bianco fermo Friulano (ex Tocai), Aperol o Campari e decorare con una buccia di limone, mentre a Trieste è ancora in uso lo Spritz austro-ungarico con vino e acqua gassata. Fatto sta che da cicchetto per lanzichenecchi appena di ritorno da una battaglia o per vecchi al baretto, oggi lo Spritz è diventato il drink “giovane” per eccellenza, per tutte le ore, poco impegnativo e di grande compagnia. Senza contare che, se vi trovate nel bicchiere un vino non proprio eccezionale, basta trasformarlo in Spritz e tutto è risolto.

Hugo, l'alterativa trendy

L'Hugo è un cocktail leggermente alcolico, originario dell'Alto Adige, ma ormai diffuso in tutta Italia e anche all’estero, a base di Prosecco, sciroppo di fiori di sambuco (o di melissa), seltz o acqua gassata e foglie di menta. Come ricostruito dalle riviste Mixology e Der Spiegel, l’Hugo è stato inventato nel 2005 dal bartender bolzanino Roland Gruber: a lui si deve la brillante intuizione di aromatizzare il classico calice di Prosecco con menta e sciroppo di melissa, una pianta aromatica tra le più profumate, tanto da essere uno degli ingredienti principali di grandi liquori come Arquebuse e Chartreuse. Lo sciroppo di melissa, però, ormai si produce solo in quantità minime e a livello casalingo: per questo, nel diffondersi del cocktail la melissa è stata sostituita dallo sciroppo di sambuco, sempre profumatissimo, ma diverso come aromaticità. Di qui è nata poi la versione ultra chic dell’Hugo, il St. Germain, fatto con l’omonimo liquore Delice de sureau, ossia una delizia di sambuco a bassa gradazione alcolica (20%), che riporta sull’etichetta l’annata della raccolta dei fiori proprio come se fosse una bottiglia di vino. Solo per una manciata di settimane all’anno, ai piedi delle Alpi Francesi, poche decine di contadini selezionano uno a uno i migliori boccioli, li chiudono in un sacco di juta e li portano in distilleria a bordo delle loro biciclette. È questo prezioso infuso l’ingrediente della versione raffinata dell’Hugo: va mescolato allo champagne (rapporto uno a due) nella flûte con una spruzzata di soda, decorato con una fetta di mela rossa e un rametto di menta.

Uno, nessuno, centomila

Se i puristi bevono lo Spritz solo nella versione Prosecco e bitter, la cui gradazione alcolica media è di 8%, i curiosi possono divertirsi a provarne le infinite varianti. Una di queste è lo Spritz blu: la ricetta è semplice, si parte da una base di vino bianco e acqua gassata e al posto dei vari bitter si aggiunge invece il Blue Curaçao. Il risultato è un gusto molto aromatico, dovuto al seducente profumo delle arance amare di questo liquore dal colore inconfondibile. Altri alcolici utilizzati sono il già citato Cynar oppure il China Martini, ed è assolutamente da provare lo Spritz al Mirto, l'aperisardo che sostituisce al bitter il liquore simbolo della terra dei nuraghi: incredibile ma vero, pare sia stato inventato al Balentes Cafè di Padova. Un'altra variante della ricetta, sempre più diffusa fuori dai confini veneti, consiste nell’usare spumante metodo classico al posto del Prosecco. In questi casi, può essere evitato anche l'uso del seltz o dell’acqua gassata.

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