Temporali, petardi, fuochi d’artificio, rombi di motori terrorizzano il cane? Le strategie dell’esperta per prevenire il panico e aiutarlo nei momenti di crisi

di Simona Acquistapace

Per lo più si tratta di rumori improvvisi, simili a uno scoppio o a uno sparo. Sono quelli che possono mandare in tilt il cane, che manifesta la sua paura con reazioni difficili da gestire e spesso pericolose per lui come la fuga. Silvia Bianco, educatore cinofilo e istruttore riabilitatore (www.facebook.com/silvia.bianco.1422), ci aiuta a fare chiarezza su come agire in questi casi.

SI SENTE PREDATO
«In caso di temporali, petardi, fuochi di artificio, botti di Capodanno &Co, ciò che terrorizza il cane è il fatto di non capire da che parte provenga il rumore, perchè scoppi, boati, tuoni creano un rimbombo che gli rende difficile identificare con precisione la fonte del suono», premette l’esperta. L’animale si sente minacciato, braccato, predato da ogni lato e può reagire con il panico, bloccandosi oppure scappando via nonostante il guinzaglio, sfuggendo così al proprietario. Ritrovarlo non sempre è facile, perché cerca di nascondersi. Ma anche quando è in casa, può avere reazioni impreviste: oltre ad abbaiare o guaire, tende a rifugiarsi in luoghi particolari, che lui ritiene sicuri: sotto il letto, dietro il divano, sotto un mobile... «I segnali della paura sono chiari: pupilla dilatata, ritmo cardiaco impazzito, tremore, ipersalivazione», elenca Silvia Bianco. Il rumore può essere sconosciuto, udito cioè per la prima volta, oppure può evocare traumi antecedenti, situazioni in cui nessuno ha aiutato il cane, oppure lui non è riuscito ad aiutarsi da solo.

COME AIUTARLO
In alcuni situazioni, il cane si rende conto in anticipo che sta per scatenarsi ciò che lo terrorizza. In caso di temporale, per esempio, saranno il vento, l’odore della pioggia, i fulmini a metterlo in allerta. «Il suo compagno umano deve captare questi segnali ed evitare di portarlo fuori se capisce che sta per piovere. Al contrario, quando si è già fuori, meglio evitare di sganciarlo dal guinzaglio se si è al parco e affrettarsi a rientrare...», consiglia l’esperta cinofila. Se il rumore si manifesta all’improvviso e il cane reagisce correndo via, inutile cercare di trattenerlo, meglio assecondarlo e aiutarlo a rientrare a casa o comunque lontano dalla fonte del rumore. «Assolutamente vietato alzare la voce. Se urliamo, le intensità alte aumentano la paura del cane; se vogliamo calmarlo, meglio usare toni di voce bassi, con vocali lunghe, che trasmettono calma. Anche il proprietario deve cercare di calmarsi per potere trasmettere sicurezza: ricordiamoci di respirare con regolarità, aiuta entrambi», suggerisce Silvia Bianco.

CONSIGLI PRATICI
• Spesso in caso di rumori improvvisi il cane corre a rifugiarsi in casa in un luogo a sua scelta. Lasciamolo lì, non forziamolo a venire fuori, al massimo parliamogli con dolcezza ed eventualmente accarezziamolo per consolarlo.
• Se grazie alle previsioni meteo scopriamo che quel giorno ci sarà un temporale e noi non potremo essere a casa, prima di uscire ricordiamoci di chiudere persiane e finestre e lasciamo aperta la stanza dove sappiamo che il nostro fedele amico ama rifugiarsi. A volte la TV accesa può essere di aiuto.
• Se sappiamo che il cane ha paura dei botti, a Capodanno o nelle feste estive in cui sono programmati fuochi d’artificio dobbiamo pensare prima ai suoi bisogni che ai nostri e tutelarlo sia da un punto di vista fisico che emotivo, senza sottovalutare il problema. Non basta non sparare botti o non portarlo alle feste, non bisogna neppure lasciarlo da solo a casa. Può essere utile mettergli del cotone nelle orecchie e nei casi più seri si può arrivare a fargli prescrivere una leggera sedazione.

QUANDO È UNA PATOLOGIA
La fonofobia, la paura dei rumori, può essere o diventare una patologia: il cane ha dei veri e propri attacchi di panico, con tachicardia che a volte può persino portare all’infarto. «In questi casi bisogna rivolgersi a un veterinario comportamentista, che prescriverà psicofarmaci specifici e contemporaneamente aiuterà a gestire l’ansia, così da potere abbassare gradualmente le dosi delle medicine, man mano che il cane prende coscienza e conoscenza della situazione, trasformando l’eperienza del rumore da negativa a positiva», spiega l’istruttore cinofilo.

Che razza di orecchie
A proposito di udito, ci sono delle differenze a seconda della razza del cane, in base alla conformazione del padiglione auricolare. I cani da caccia hanno di solito orecchie lunghe che coprono il canale uditivo: questo li aiuta a rintracciare piste olfattive a terra e a non distrarsi a causa dei rumori esterni, concentrandosi solo sul fiuto, piano olfattivo. Alcuni, come il basset hound, hanno orecchie che arrivano addirittura fino a terra, per “incanalare” l’olfatto e fiutare l’odore che stanno seguendo. I cani da guardia, al contrario, hanno orecchie corte e dritte e il canale uditivo è esposto, perché sono predisposti per il loro lavoro a stare in allerta e ad essere sensibili ai rumori. I cani da caccia, perciò, riescono a isolarsi meglio da un contesto rumoroso, quelli da guardia sono più sensibili a botti&Co.

QUESTIONE DI DECIBEL E DI HERTZ
Così come l’olfatto, anche l’udito del cane è più sviluppato di quello degli umani. I cani avvertono i suoni in modo 4 volte più intenso rispetto a noi, quindi in caso di forti rumori sono sovraesposti. Ma non è solo l’intensità, e quindi i decibel, a essere maggiormente percepiti dai cani: questi animali sono ultrasensibili anche alla frequenza dei suoni. Mentre l’udito umano arriva solo a 20.000 Hertz, quello del cane arriva fino a 45.000. Per questo sentono anche gli ultrasuoni, che essendo superiori a 20.000 Hertz per noi sono impercettibili. Attenzione quindiagli apparecchi antizanzare, anti roditori ecc. che emettono ultrasuoni. Una consolazione: quando il cane diventa anziano, l’udito si abbassa, proprio come succede agli umani. E così le fonofobie spesso scompaiono...

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