Proveniente dalla Cina, l’arancio era già conosciuto dai Romani anche se l’introduzione nel Mediterraneo si deve agli Arabi, nel VII secolo. A diffonderne la coltivazione in Europa furono soprattutto i marinai portoghesi e questo spiega perché in molti dialetti italiani questi agrumi vengono ancora definiti purtualli o portogalli. Il termine arancia ha invece origine dalla parola persiana narang, che fa riferimento al colore tipico dello zafferano, ma che vuol dire anche frutto preferito dagli elefanti.

UNA SPREMUTA AL GIORNO…
Le arance hanno un ridotto contenuto di zuccheri (7,8%), sono ipocaloriche (34 Kcalorie per etto) e forniscono una discreta quantità di fibra alimentare solubile, efficace nella regolazione dell‘assorbimento degli zuccheri, dei grassi e delle proteine. L’elevato contenuto di acqua (circa l’87%) le rende un ottimo dissetante che, grazie alle vitamine e ai sali, ha anche un’azione antiossidante. Una spremuta di arance al mattino è il modo migliore per far fronte alle necessità energetiche dell’organismo nella prima parte della giornata, oltre a essere uno dei concentrati di frutta più graditi, anche dai bambini.

DALL’ANTIPASTO AL DESSERT
Limitare il consumo di arance alla colazione o al fine pasto è però un peccato, visto che questi frutti permettono di preparare così tante ricette che si potrebbe realizzare un menu monoingrediente: dall’insalata di arance, olive e formaggio per continuare con il risotto all’arancia e alla fontina, proseguire con il branzino all’arancia o gli involtini di pesce spada all’arancia, per finire con crostate, dessert al cucchiaio e biscotti, sempre all’arancia. La spremuta delle arance bionde è un’ottima base per cocktail e long-drink, mentre quella di arance rosse, che conservano una punta di agro anche quando sono pienamente mature, dà un sapore nuovo alle alici marinate e alla vellutata di zucca, purché aggiunta a fine cottura. Infine con le arance si possono preparare marmellate, canditi e liquori.

UNA SCELTA CONSAPEVOLE
Le arance sono disponibili ormai tutto l’anno, ma il periodo della piena maturazione dei frutti italiani va da novembre a marzo. Per capire se il frutto è fresco si può verificare la presenza di foglie e rametti rimasti attaccati al picciolo. Oppure osservare la rosetta che contraddistingue il punto dov’era attaccato al ramo: se non c’è o se si stacca con molta facilità, significa che l’arancia non è freschissima o che, più probabilmente, è stata fatta maturare artificialmente. Se sull’etichetta si legge l’indicazione “arance non trattate”, significa che la superficie dei frutti non è stata trattata con la cera. Tuttavia è possibile che per coltivarle siano state utilizzate sostanze chimiche che rimangono sulla buccia: occorre quindi sempre lavare accuratamente il frutto, se si intende utilizzare la sua buccia per cucinare.

LA CONSERVAZIONE
Le arance sono frutti che durano a lungo. Tenute alla temperatura di 8-10 °C e al 75-80% di umidità si conservano per circa 60 giorni. L’ideale è tenerle in cantina, o comunque in ambienti senza riscaldamento, evitando di ammassarle perché i danni alla buccia causano la fuoriuscita dei preziosi olii essenziali e favoriscono il possibile insorgere di marciumi e muffe. In ambienti troppo caldi e secchi, le arance si disidratano, perdendo in succo e in morbidezza della polpa.

NON SI BUTTA NIENTE…
A cominciare dall’albero: foglie, fiori e rami si usano nell’industria dei profumi, per ricavare l’essenza petit grain e l’acqua ai fiori d’arancio. Al pari delle bucce, che vengono però utilizzate anche dall’industria dolciaria per i canditi, il bitter e il curaçao. Il frutto intero serve all’industria delle marmellate, delle gelatine e, naturalmente, dei succhi e delle spremute. Ma gli italiani le apprezzano soprattutto al naturale...

TANTE VARIETÀ

L’arancia dolce è l’agrume più diffuso del mondo. Solo in Italia si contano più di una quarantina di varietà, tra quelle da tavola e quelle da spremuta. Per i consumatori, si distinguono tra frutti a polpa bionda e frutti a polpa rossa.

LE BIONDE
Navel: è la famiglia di arance più diffusa: si tratta di un’arancia “ombelicata”, ovvero che presenta all’interno un tipico frutto gemello, rivelato all’esterno da un rigonfiamento, che ricorda un ombelico (navel, in inglese). In Sudamerica e Spagna maturano precocemente, già in ottobre, successivamente arriva l’abbondante produzione di Calabria e Sicilia, dove diventano particolarmente dolci e profumate. Le varietà più famose sono le Washington Navel e le Navelinas.
Washington Navel: si chiamano così in onore della città dove sono state studiate per la prima volta, all’inizio dell’800: hanno la polpa bionda, sono prive di semi e hanno un gusto molto gradevole.
Navelinas: si riconoscono dal colore giallo arancio intenso, dal calibro medio grosso (tra i 150 e 220 g circa) e dalla polpa piuttosto grossolana. Sono moderatamente succose, ma particolarmente dolci.

LE ROSSE
Sono caratterizzate dal colore rosso della polpa, dovuto a particolari coloranti naturali (gli antociani, che sono anche un efficace antiossidante), e dalla spiccata acidità. Sono tipiche dell’Italia e provengono, in particolare, da Calabria e Sicilia. Quelle coltivate nella Sicilia orientale sono tutelate dalla Igp (Indicazione geografica protetta) “Arancia Rossa di Sicilia”: alle pendici dell’Etna, grazie alla natura vulcanica del terreno e a un microclima particolare con notevoli escursioni termiche, nei frutti si accumulano zuccheri e pigmenti antiossidanti, rendendo queste arance uniche al mondo per il colore carico e il sapore dolce e intenso.
Tarocco: sono quelle con il calendario di produzione più lungo e si trovano in commercio da dicembre a maggio, grazie alle differenti condizioni climatiche delle aree dove vengono coltivate. Dalla buccia liscia e dalla polpa a tessitura fine, sono una delle varietà più apprezzate dai consumatori per il profumo e la dolcezza della loro polpa, oltre che per la ricchezza di succo.
Moro: vengono raccolte tra gennaio e marzo. Di calibro medio (dai 150 al 200 g) e di forma leggermente ovoidale, hanno un sapore piuttosto acidulo e intenso che, quando il frutto è molto maturo, può ricordare il lampone.
Sanguinello: più piccole e praticamente prive di semi, hanno una maturazione medio-tardiva che ha inizio in febbraio, mentre il grosso della raccolta si effettua tra marzo e aprile, quando i frutti raggiungono le migliori caratteristiche.

IL PANTONE DI STAGIONE
Ogni anno, viene elaborato il Pantone Fashion Color Trend Report, che anticipa quali saranno i colori di moda per la nuova stagione. Tra le tendenze dell’inverno 2021, spicca il Pantone 17-1349 TCX Exuberance, una sfumatura di arancione che trasmette felicità ed energia.

LA POLPA PER LO SCRUB
Pelle del corpo liscia e morbida? Provate lo scrub a base di arancia: elimina le cellule morte e illumina l’epidermide. Mischiate un cucchiaio di miele con un po’ di latte, fino a creare un mix omogeneo. Aggiungete un cucchiaio di crusca di frumento e la polpa di un’arancia. Durante la doccia, massaggiate il composto su tutto il corpo, quindi risciacquate.

SCORZETTE CANDITE
La ricetta più facile: tagliate a dadini o striscioline delle scorze di arance bio. Mettetele in una ciotola coprendo con acqua fredda e lasciate in ammollo 4-6 giorni. Scolate e asciugate, pesate le scorzette e mettetele in un tegame con pari quantità di acqua e zucchero. Cuocete 15-20 minuti, finché i liquidi saranno asciugati. Distribuite su un piano e lasciate asciugare per circa un’ora.

 

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