di Simona Acquistapace

 

Il fenomeno è esploso con il lockdown: costrette in casa, molte persone hanno fatto ordine negli armadi e scovato capi tanto amati, ma messi in disparte a causa di buchi e strappi. Avendo più tempo a disposizione, invece di buttarli hanno provato a cimentarsi nel rammendo, anche grazie ai moltissimi video presenti sul web che spiegano come aggiustare con creatività maglioni, jeans, tessuti di ogni tipo. E così il rammendo creativo, che è un tipo di ricamo alla portata anche di chi non è un esperto di quest’arte, ha conquistato tanti fan, che a loro volta hanno rilanciato con orgoglio sui social le loro creazioni, all’insegna del “vissuto e imperfetto è bello”.

DALLE NONNE ALLE NIPOTI, PASSANDO PER IL GIAPPONE
Un tempo la moda non era usa e getta, si compravano pochi capi, spesso di ottimi tessuti e materiali e si cercava di farli durare il più possibile. Le nostre nonne erano esperte nel rivoltare cappotti, sostituire polsini lisi, cucire toppe sui gomiti. Oggi le grandi catene ci propongono di continuo nuove collezioni a prezzi stracciati che sostituiscono le precedenti e il turn over nei nostri guardaroba è incessante. Ma c’è una nuova tendenza, che si sta affermando anche tra le più giovani: recuperare il bel maglione di cachemire del papà, oppure comprarlo a un mercatino dell’usato e valorizzarne i segni del tempo (tipo i buchini lasciati dalle tarme) personalizzandolo con un rammendo creativo. Come? Per esempio evidenziando i fori con una cucitura circolare in lana di colore a contrasto, oppure, se il buco è più grande, trasformandolo in un quadrato di cui riprendere le maglie realizzando una vivace toppa. Anche i jeans diventano terreno di sperimentazione: al posto delle vecchie toppe un po’ cheap, il trend vede protagonista l’antica tecnica giapponese del Sashiko. Sotto lo strappo viene inserito un altro pezzo di tessuto, rigorosamente riciclato (tipo un lembo di una vecchia cravatta di seta), e poi si procede a fissare il tutto con l’ago, grazie a tanti piccoli punti a distanza regolare, con un filo di colore in armonia o a contrasto. Il risultato è non solo una riparazione molto robusta, ma soprattutto un pezzo unico, originale e irripetibile.

A SCUOLA DI IDEE E MANUALITÀ
C’è chi impara da sola, facendosi ispirare dalla grande quantità di video e tutorial disponibili in rete. Per esempio www.visiblemending.com, o www.tomofholland.com, o www.sashiko.it, oppure su instagram #mendersofinstagram o #visiblemending, oppure su youtube 5minuticreativi. Sono disponibili anche corsi online, per esempio su Domestika: Embroidery: clothing repair di Gabriela Martínez di Ofelia & Antelmo, dall’approccio molto creativo. Ci sono anche alcuni libri: Darning. Repair Make Mend di Hikaru Noguchi (26 euro), o Visible Mending: Artful Stitchery to Repair and Refresh Your Favorite Things, di Jenny Wilding Cardon (23 sterline). In italiano: I vestiti che ami durano a lungo, di Orsola de Castro (18 euro).

Quando deve essere invisibile
In Italia abbiamo anche una grande tradizione di rammendo invisibile, affidata alle mani di abilissimi artigiani che sono in grado di ricostruire la trama del tessuto strappato, con tale maestria che il risultato rasenta la perfezione. Si può parlare di autentico restauro tessile e di solito viene riservato a capi di grande valore, economico, artistico oppure semplicemente affettivo. A Milano dal 1913 c’è Madame Viviani, a Roma L’ecosartoria a filo d’arte, a Firenze Magie di sarta.

La guardarobiera
www.instagram.com/la_guardarobiera/?hl=it

Paola Pellino, alias La Guardarobiera, è di Torino ma organizza corsi di rammendo creativo in varie città e anche online. Descrive così il rammendo creativo: «Si tratta di un’arte che legge il rammendo
in chiave contemporanea, esaltando il buco, il difetto con filati di colori diversi e con tessuti ricavati anche da capi vintage. Insegna a ricreare da ciò che già esiste. Il risultato è un capo di un’unicità incredibile perché ottieni un dettaglio irripetibile che diventa quasi un logo, un segno distintivo che ti differenzia dagli altri. Inoltre ti dà anche la soddisfazione di aver recuperato qualcosa a cui tieni».

Potrebbe interessarti anche...