I frutti del sole

In giardino o in vaso sul balcone: come coltivare una scorta di colore e buon odore, dalle virtù rilassanti, da utilizzare poi tutto l’anno in armadi e cassetti

Soddisfa lo sguardo con la sua bellezza e delizia l'olfatto con il suo profumo: la lavanda comprende diverse varietà e specie spontanee di ar busti perenni, provenienti principalmente dalle aree territoriali del bacino del Mediterraneo. Sono piante che in giardino e terrazzo ricercano le stesse caratteristiche ambientali delle terre d'origine: posizione assolata e terreno ben drenato. Se amate la lavanda e volete coltivarla, evitate le piante puramente ornamentali e assicuratevi di acquistare le tipologie da sempre coltivate per estrarne la preziosa essenza.

LAVANDA E LAVANDINO
Tra le varietà utilizzate per l’estrazione degli oli essenziali occorre distinguere tra la Lavandula officinalis (detta anche vera o angustifolia) e il lavandino (Lavandula hybrida), pianta nata dall’incrocio di Lavandula angustifolia e Lavandula spica. Lavanda officinalis cresce spontanea in collina e in montagna fino a 2.000 metri di altezza, forma un cespuglio piccolo e compatto capace di adattarsi alle più rigide temperature invernali, fiorisce nei mesi di giugno e luglio e presenta un’unica infiorescenza per stelo lunga circa tre centimetri. Dalla lavanda si estrae un olio essenziale molto pregiato, usato prevalentemente per prodotti erboristici e medicamentosi. Il lavandino si differenzia dalla officinalis per la spiga divisa in tre ramificazioni che portano ognuna infiorescenze lunghe fino a 8 centimetri e formano una massa fiorita dalla tipica colorazione blu - violetto, maggiore sia in quantità che in diametro e altezza rispetto a quella della lavanda. Il lavandino produce un estratto forte e canforato che viene utilizzato principalmente dall’industria profumiera e il suo fiore essiccato si conserva in mussole o cuscini per profumare la biancheria. Entrambe le varietà si possono coltivare senza particolari problemi anche in un vaso dotato di un buon fondo drenante, purché si abbia l'accortezza di annaffiare con regolarità in quanto, al contrario delle piante che crescono in piena terra, in vaso non riescono a sopravvivere con la sola acqua offerta da madre natura. Occorre anche fornire ogni tanto un po' di concime liquido, prestando attenzione a non eccedere con le dosi per non bruciare le radici.
COME MOLTIPLICARLA
Solo la Lavanda officinalis si riproduce tramite semina, da effettuare preferibilmente in primavera o in estate, in un misto di parti uguali di torba e vermiculite o altro materiale inerte. Mantenete umido il terriccio con frequenti vaporizzazioni, la germinazione dovrebbe avvenire in 3 o 4 settimane, le giovani piante andranno poste in ombra e al riparo dall’azione degli agenti atmosferici e gradatamente portate alla luce diretta. Diverso il procedimento per il lavandino, che è un ibrido: in quanto sterile, si moltiplica esclusivamente tramite talea, prelevando in autunno o inizio primavera porzioni di rami di circa 10 centimetri da piante di 2-3 anni. Rimuovete le foglie basali prima di interrare a 3-4 centimetri di profondità. Potrete mettere a dimora in piena terra la nuova piantina la primavera successiva.
RACCOLTA E CONSERVAZIONE
La lavanda si pota quasi drasticamente a metà marzo, per stimolare lo sviluppo di nuovi getti laterali che rigenerano e rinvigoriscono. Una potatura secondaria si effettua invece a luglio, recidendo le spighe all’altezza delle prime foglioline basali per eliminare tutti gli steli sfioriti e per mantenere compatta e ordinata la vegetazione. Questa potatura coincide con il tempo della raccolta. Se volete preparare mazzolini decorativi, tagliate la lavanda quando i boccioli hanno iniziato ad aprirsi e il colore è più intenso. Se invece la utilizzate per riempire cuscinetti o sacchettini profumati, abbiate l'accortezza di lasciare che farfalle, bombi e altri insetti si nutrano del nettare dei fiori prima di eliminarli dalla pianta! Il fiore sarà forse meno bello, ma ancora più profumato. In entrambi i casi, raggruppate gli steli per formare mazzolini che andranno essiccati e appesi a testa in giù in ambiente fresco e ben areato. La lavanda sarà ben essiccata quando al tatto risulterà “croccante”: sgranate i fiori e conservateli in un contenitore di latta o di vetro dotato di un coperchio e riponete in un luogo fresco e possibilmente al buio.

CUORI PROFUMATI
Per catturare le proprietà della lavanda, profumata e dalle virtù rilassanti, uno dei metodi più classici è utilizzarla per preparare cuscinetti profuma biancheria. È davvero semplice realizzarli, anche per chi non è molto abile con ago e filo!
COSA OCCORRE
• tessuto di lino o altra fibra naturale
• sagoma in cartoncino a forma di cuore
• corda naturale
• spilli, ago, filo e forbici
• stampini e tampone a inchiostro indelebile
• lavanda ben essiccata

Ritagliare e stirare un rettangolo di tessuto pari al doppio della sagoma a cuore. Piegare a metà il tessuto e adagiare la sagoma ricalcandola con la matita. Fermare il tutto con gli spilli, compresa la corda che dovrà essere inserita al centro del cuore: attenzione a metterla all’interno di ciò che state cucendo. Lasciare 2 o 3 centimetri di spazio nella cucitura laterale del cuore. Ritagliare il tessuto in eccesso, rigirare il cuscinetto e stirare per bene. Al centro del cuore, stampare il soggetto preferito utilizzando un tampone a inchiostro indelebile. Riempire con la lavanda e chiudere il cuscinetto con gli ultimi punti di cucitura.

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