È cominciato tutto con la modern dance, nata all’inizio del ’900 per spezzare le ferree regole della danza classica. A praticarla per prima fu l’americana Isadora Duncan, che voleva la massima libertà di movimenti
pur eseguendo balletti su partiture di musica classica. Dalle sue ricerche prende origine quella che oggi si chiama danzaterapia, che non prevede il solito tirocinio alla sbarra, ma utilizza esercizi fisici (per potenziare
la muscolatura e migliorare l’equilibrio), l’estensione del corpo e il contatto con il terreno in modo da generare sensazioni di benessere. Il tutto affiancato da tecniche orientali di concentrazione e di armonizzazione del respiro.


ABBATTERE I TABÙ
La danzaterapia è una terapia allegra e dolce, liberatoria e adatta a tutti, di ogni età, dai bambini agli anziani. «Per fare danzaterapia non è necessario aver frequentato corsi di ballo o essere giovani e scattanti. L’ascolto di una musica spinge spontaneamente una persona a battere le mani, i piedi, a muovere la testa e, infine, a danzare. Ed è proprio grazie a questo tipo di movimento non filtrato che si arriva a un contatto profondo con le nostre emozioni », spiega Elena Cerruto che, 30 anni fa, ha fondato a Milano l’associazione Sarabanda ed è allieva della ballerina e coreografa argentina Maria Fux (www.mariafux.com.ar). Si deve a lei, oggi ultranovantenne, l’ideazione della tecnica basata sulle potenzialità del ballo spontaneo per migliorare il benessere psicologico e l’integrazione sociale. «Quando siamo piccoli - sostiene Fux - abbiamo bisogno di muoverci per esternare la voglia di ridere, di piangere o di giocare. Con la crescita, per i tabù di una civilizzazione che corrompe il bisogno d’espressione, perdiamo sempre di più il desiderio di mobilità. Ma come
sarebbe meraviglioso se sapessimo comunicare sempre con il corpo ed esprimerci attraverso la musica!».


FENOMENO COSMICO
La tendenza a muoversi a ritmo, infatti, è qualcosa di naturale che si manifesta precocemente nella vita dell’uomo: appare infatti nei primi sei mesi dalla nascita. Movimento e ritmo sono presenti e caratterizzano ogni fenomeno cosmico; si può dire che siano elementi di equilibrio e congiunzione fra uomo e natura. Ecco perché la danza, se non inibita o limitata da moralismi o etichette, si lega al bisogno fondamentale degli esseri umani di esprimersi secondo i propri ritmi biologici e mentali. Ma come avviene una seduta di danzaterapia? Si comincia con semplici improvvisazioni, utili per liberare le energie e sbloccare tutto quello che impedisce di esprimersi. L’obiettivo finale è dare spazio alla creatività individuale affinando le capacità più profonde, soffocate e represse. Il ritmo diventa a questo punto l’elemento in grado di combattere il senso di disgregazione e di annullamento che sta alla base di qualsiasi disagio: esistenziale, psichico o somatico. In alcune situazioni particolari la danzaterapia permette quindi di rimuovere i blocchi interiori, ma importanti sono anche i benefici fisici, perché il corpo raggiunge una nuova elasticità e capacità di movimento capaci di far scomparire mal di testa, mal di schiena e contratture muscolari. 

MEDICINA DI GRUPPO
Praticata in tutto il mondo da oltre 40 anni e in Italia nei numerosi centri associati all’Apid (Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia), la danzaterapia si fa solitamente in gruppo. I partecipanti alternano momenti di lavoro da soli in cui si relazionano con lo spazio e con le diverse qualità della musica, a momenti di incontro e contatto con gli altri. Il risultato finale è di grande armonia: il gruppo crea spontaneamente un movimento che comunica forti emozioni, le stesse che si provano davanti a una rappresentazione artistica.

A ciascuno il suo (metodo)
Non essendo la danzaterapia una disciplina codificata, molto dipende dal terapeuta, che insegna secondo il proprio metodo. A Milano si può praticare ad esempio anche la Metaphysical Dance, una forma di teatro-danza-terapia messa a punto da Deepti Canfora, che spiega: «Si tratta di una alchimia armonica di danza ed emozioni, alla ricerca di una totalità espressiva e della propria unicità. Cominciando dall’esame della postura di una persona e lavorando sul respiro, sull’emozione e sul pensiero si arriva a dar spazio a un processo di autocoscienza che aiuta a sbloccare le tensioni del corpo e a liberare l’anima». Proprio quello di
cui oggi tutti abbiamo più bisogno.

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