«Ne ho comprati uno verde, uno blu e uno giallo. Perciò mi serviva una gabbia. Una volta cominciato, mi sono lanciato. Quando tornavo al mercato degli uccelli i venditori mi si assiepavano intorno: Questo non ce l’ha, Monsieur Matisse. E questo? E quest’altro?». Anche il grande pittore Henri Matisse subiva il fascino dei canarini, i cui colori magnetizzavano il suo sguardo: aveva creato per loro un’enorme voliera
nel suo studio. Diceva: «I trilli riempiono lo spazio come il pittore il vuoto della tela». Quella stessa gioia, quella piacevole compagnia viene sperimentata da chiunque conviva con queste allegre e longeve creature (possono vivere anche 15-20 anni). Certo, in una casa privata o in un appartamento questi volatili hanno a disposizione una gabbia più modesta, ma l’importante è che siano trattati nella maniera giusta. A cominciare dal fatto che devono vivere in coppia.


SPAZIO DI VOLO
Le misure ottimali di una gabbia sono 100x50x80, con la maggiore in orizzontale. Sconsigliabili le forme rotondeggianti o arzigogolate. All’interno ci vogliono parecchi posatoi, di diversi diametri, nonché alcune corde e piccole altalene. La gabbia va collocata in alto, perché è sugli alberi che, in natura, i canarini si rifugiano per sentirsi più sicuri. In una stanza o un terrazzo tranquilli, lontani dai rumori di televisore, radio, rombi di motori. Il luogo dev’essere luminoso, ma non alla luce solare diretta, che può provocare colpi di calore. I raggi ultravioletti sono però indispensabili per il benessere dei canarini. Per i mesi freddi, esistono in commercio lampade Uv ideate appositamente per loro. Al contrario, le luci al neon sono fastidiose e nocive.


AL POSTO GIUSTO
La cucina non è adatta. Vapori, calore, odori forti, piccole esalazioni di gas sono dannosi per l’apparato respiratorio degli uccelli. Lo stesso si può dire per il fumo di sigaretta, i deodoranti e i profumanti per la casa, gli insetticidi. La notte, i canarini devono potere dormire in tranquillità: corretta la tradizionale abitudine di coprire la gabbia con un panno scuro. Ovviamente, dev’essere collocata in modo inaccessibile per eventuali altri animali presenti in casa. Va anche tenuta fuori dalla portata dei bambini.

IGIENE
I contenitori per il cibo, i beverini, la vaschetta per il bagno vanno lavati tutti i giorni con detersivo non profumato, sciacquandoli molto bene. Tutti gli accessori e la gabbia (senza i suoi abitanti) vanno puliti e disinfettati ogni settimana. Le zanzare sono un pericolo spesso sottovalutato: le punture possono trasmettere malattie, e le lesioni su zampe e palpebre degenerare. Bisogna proteggere i canarini, nella stagione calda, coprendo la gabbia ogni sera con una zanzariera o un velo di tulle.

ALIMENTAZIONE
In natura, i canarini mangiano soprattutto semi freschi e qualche insetto. Le miscele di semi secchi non sono sufficienti, bisogna aggiungere all’alimentazione vegetali freschi, cambiati ogni giorno. I più adatti: spinaci, insalata romana, radicchio, foglie di carota, carote grattate, cicoria, insalata belga, costa, catalogna, tarassaco e anche qualche fettina di mela. No all’avocado, a pomodori, patate, melanzane. Ci sono poi in commercio alimenti estrusi o pellettati, con tutti gli ingredienti nutritivi studiati appositamente per i canarini (analoghi
ai croccantini per cani e gatti). Da non dimenticare il tradizionale osso di seppia, dove si puliscono e affilano il becco.

 

Cocorite, ci vuole cura

Si chiamano anche pappagallini ondulati o parrocchetti: sono gli uccellini da compagnia più diffusi nel mondo. La loro aspettativa di vita è di 10-12 anni, con record di 17. Sono animaletti socievoli, curiosi e giocherelloni: mai tenerne uno da solo. Amano relazionarsi con il padrone e chiacchierare, alcuni si fanno accarezzare e rispondono ai richiami. Per la gabbia, valgono gli stessi consigli dei canarini, con una differenza: le cocorite hanno una straordinaria capacità di fuga, aprono le porticine e scardinano le serrature. Ma da libere
non sopravvivono: meglio permettere loro di volare in una stanza chiusa e senza pericoli (con i vetri coperti da tende, senza specchi e senza fili pendenti). Se si ha confidenza, farle
rientrare in gabbia non è difficile. Le cocorite sono molto abitudinarie e conservatrici in fatto di cibo e fanno fatica a cambiare alimentazione. Anche per loro, oltre ai semi, ci
vogliono cibi freschi.

Potrebbe interessarti anche...