Perché scegliere un coniglietto da compagnia?

Dopo cane e gatto, il coniglio è l’animale da compagnia più diffuso nel mondo occidentale. Ne sono stati contati 60 tipi, tra i quali il più richiesto nelle nostre case è oggi quello nano, di peso inferiore ai 2 kg. Ma qualunque coniglio, indipendentemente da razza, taglia e colore, può essere un ottimo compagno. Il suo successo dipende in parte dalla convinzione che richieda poche attenzioni. Sbagliato: non va lasciato chiuso in gabbia e ha bisogno di compagnia, rispetto e cure specialistiche. Come ci racconta Marta Avanzi, veterinaria a Castelfranco Veneto (TV), chapter manager della sezione italiana della House Rabbit Society, autrice dei libri “Voglio un coniglio” e “Il coniglio nano e le altre razze da compagnia”.

Quali sono le regole per un’alimentazione corretta?

Il coniglio è un erbivoro e per nutrirlo in modo adeguato occorre offrirgli del buon fieno in quantità illimitata ed erba o, in mancanza di questa, una varietà di verdure (ad esempio radicchio, lattuga, foglie di carota, sedano, finocchio, indivia). Una tale dieta, ricca di fibra e povera di calorie, fornisce al coniglio tutto ciò di cui ha bisogno e gli permette di mantenere in salute l’intestino e la dentatura (ha infatti i denti a crescita continua e se non li utilizza a lungo per masticare materiali fibrosi non riesce a consumarli adeguatamente). Al contrario, alimenti ricchi di grassi e carboidrati (come semi, cereali, fioccati, pane e biscotti) sono molto dannosi e vanno assolutamente evitati.

E per quanto riguarda la gabbia?

Il coniglio deve avere una gabbia grande, come minimo un metro per 70 cm o un metro e 20 per 50 cm, e ben organizzata, con un nascondiglio (una casetta di legno non impregnato di sostanze tossiche), il cibo, il beverino, la cassettina igienica, dei Aumentano le famiglie che scelgono questi simpatici animali: i consigli dell’esperta perché la convivenza sia felice 36 | IN CASA Animali I coniglietti da compagnia MARZO - APRILE 2018 | 37 tubi in cui entrare. Ma per lui deve essere una casa, un rifugio, non una prigione. Va lasciata aperta così che possa uscire a piacere, andare in giro, camminare, esplorare, avere compagnia. In caso contrario, non solo si annoierà, ma diventerà obeso, con conseguenze dannose sulla salute.

Ma la casa è un ambiente adatto?

Sì, purché si faccia attenzione a fili elettrici, piante velenose, detergenti, farmaci, alimenti inadatti, tutte cose che se finiscono sotto i denti del coniglio gli possono causare gravi danni. Per chi ha un giardino, la raccomandazione principale è di non lasciare mai il coniglio all’aperto incustodito, perché molti pericoli sono in agguato: aggressioni da parte di cani o gatti, furti, fughe.

Quali sono le vaccinazioni consigliate?

Il coniglio va protetto con la vaccinazione da tre gravi malattie virali specifiche di questa specie, la mixomatosi e i due ceppi della malattia emorragica. I vaccini specifici per il coniglio da compagnia proteggono contro queste malattie e vanno ripetuti ogni 6-12 mesi. La prima vaccinazione si può eseguire già a cinque settimane di età e i richiami vanno proseguiti per tutta la vita. La vaccinazione è anche l’occasione per un’approfondita visita di controllo.

Riguardo alla sua salute, a cosa bisogna prestare attenzione?

È importantissimo osservare il normale comportamento del coniglio, il suo appetito, l’aspetto delle feci, in modo da riconoscere in tempo un eventuale problema di salute. Inappetenza, apatia, mancanza di feci, scolo nasale, respiro difficoltoso sono alcuni dei sintomi che richiedono di farlo visitare subito. Se un coniglio è curato bene, oggi ha un’aspettativa di vita di oltre 10 anni.

Consiglia la sterilizzazione?

Quando i conigli hanno compiuto sei mesi di età è opportuno sterilizzarli. Questo intervento ha due notevoli vantaggi per la salute. Per prima cosa elimina la possibilità di contrarre malattie dell’apparato riproduttivo, in particolare i tumori dell’utero che sono molto frequenti nelle coniglie mature e anziane. Inoltre i conigli sterilizzati sono meno nervosi, aggressivi e “frustrati”, più educati nell’usare la cassetta igienica e in conclusione compagni migliori. La sterilizzazione non influenza minimamente l’intelligenza e la vivacità.

Che tipo di comunicazione si può avere con questo animale?

Il coniglio si esprime attraverso precise posture. Per esempio, zampe raccolte sotto il corpo, petto abbassato verso il pavimento e testa protesa in avanti con il mento basso rappresentano una richiesta (a dire il vero più simile a un ordine) di carezze e grattatine sopra la testa. Quando ci lecca, ci manifesta tutto il suo affetto, comunicandoci che gli piacciamo. E’ arrabbiato? Può vendicarsi facendo qualche dispetto in giro per casa o reagire con piccoli morsi.

Qual è il modo migliore per coccolarlo?

Il modo corretto è carezzargli la fronte (mai in contropelo), grattargli delicatamente la base delle orecchie e le guance e carezzargli il dorso, mentre non ama essere toccato sotto il mento, sotto la pancia o sugli arti posteriori. Se si accarezza un coniglio in zone o modi che non apprezza, si allontana, se invece prova piacere resta fermo, deliziato, talvolta emettendo una sorta di lieve digrignamento dei denti, simile alle fusa. Quando un coniglio è tranquillo e rilassato si sdraia sulla pancia, con le zampe posteriori distese e a volte si gira e si mette a dormire a pancia in su. Se, al contrario, se ne sta con le gambe raccolte sotto il corpo, le orecchie appiattite all’indietro e gli occhi sbarrati, significa che è molto spaventato: l’istinto lo fa rimanere immobile, come se non volesse farsi scorgere da un eventuale predatore. Se osserviamo questo atteggiamento, cerchiamo di capire cosa può averlo spaventato e parliamogli dolcemente per tranquillizzarlo.

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