Non è facile parlare in pubblico, specie se si è timidi o introversi: l’imbarazzo assale, le parole svaniscono, l’ansia immobilizza. Tuttavia, sostengono gli esperti, la paura del public speaking si può attenuare, o addirittura superare, con alcune semplici regole.

  • Il primo segreto per avere lingua sciolta lo svela un oratore romano, Marco Porcio Catone, che amava ripetere: Rem tene, verba sequentur. Significa: padroneggia un argomento e le parole arriveranno da sole. Dunque, la chiave per sciogliersi è prepararsi accuratamente, studiare nei minimi dettagli un argomento, fare ricerche e raccogliere quanto più materiale possibile. Possederlo a fondo aiuta anche a rispondere con facilità alle domande del pubblico.
  • Predisponete un progetto di esposizione. «Preparare una scaletta, una traccia o, addirittura, l’intero discorso aiuta a sentirsi più sicuri», suggerisce Lilla Tummarello, psicologa e psicoterapeuta specializzata in psicoterapia breve integrata. Evitate però di imparare il discorso a memoria. Potreste dimenticare alcuni passaggi e farvi assalire dal panico. È meglio procedere spontaneamente, dimostrando alla platea di conoscere così a fondo l’argomento da non avere bisogno di testi preparati. «Il trucco è quello di fare una prova generale del discorso che si intende pronunciare, fissando bene l’inizio e la fine», consiglia la psicologa.

  • Stabilite alcune parole chiave per ogni passaggio del discorso. Saranno utili per mantenere il ritmo e vi aiuteranno a proseguire con ordine nella scaletta discorsiva.
  • Assumete l’atteggiamento giusto. Il tono dev’essere confidente, ma non troppo colloquiale. Mantenete un portamento eretto, sorridete e cercate di controllare il nervosismo.

  • Sbagliato sfuggire il contatto visivo con l’uditorio o fissare lo sguardo su un’unica persona, in genere quella che appare più timida o compiacente. Si dà l’impressione di rivolgersi solo a lei, creandole uno stato d’imbarazzo e facendo sentire esclusi tutti gli altri.

  • Moderate la velocità. Si può arrivare a 120 parole al minuto, ma i discorsi che fanno più effetto e vengono ricordati meglio ne prevedono 60. Meglio ancora, rallentare quando si presentano i passaggi più importanti.

  • Rendete il discorso personale. Rafforzate le idee con aneddoti, con qualche piccola forma di ironia: le persone proveranno immediatamente interesse per ciò che viene raccontato e saranno più disposte a prestare attenzione.

  • Ricorrete a un linguaggio semplice, in grado di evocare metafore. «Meglio evitare di essere troppo tecnici, astratti o, addirittura, gergali», raccomanda la psicologa. Il rischio è non essere compresi dall’intera platea e annoiare.

  • Quando è possibile, usate strumenti di supporto, per mostrare immagini, grafici, sottolineare paragrafi... basta un iPad. Ma andranno bene anche le lavagne a fogli che consentono di spiegare meglio e rafforzare i passaggi chiave.

  • Concludete quando c’è ancora interesse. Non aspettate che volino sbadigli per ultimare il discorso. Al minimo segnale di distrazione degli ascoltatori, pronunciare la frase «E per concludere…». Attirerà di nuovo l’attenzione di tutti per qualche minuto.

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