Ci sono alcune cose da sapere, prima di accogliere in casa un gatto. Cucciolo o adulto, maschio o femmina, di razza o trovatello: come compiere una scelta responsabile e motivata

Prendiamo un gatto? Nel momento in cui si formula questa domanda, bisogna avere presente che la decisione coinvolge l’intera famiglia, perché l’entrata di una nuova creatura in casa cambierà la vita di tutti. In meglio, certo, ma con qualche complicazione: dai graffi sul divano ai miagolii di primo mattino, anche la domenica o se si è fatto tardi la sera prima. Vediamo allora quali valutazioni effettuare prima del disco verde finale.

 

MASCHIO O FEMMINA?

Alcuni sostengono che i maschi siano più affettuosi, altri che le femmine siano più giocherellone, ma c’è chi dice il contrario. In realtà, le differenze di carattere sono individuali e indipendenti dal sesso. Soprattutto perché i gatti di casa devono essere necessariamente sterilizzati e dunque gli atteggiamenti più legati agli ormoni e alla riproduzione, differenti nei due sessi, tendono a scomparire.

CUCCIOLO O ADULTO?

I cuccioli sono meravigliosi, non c’è dubbio. Però sono vivaci, si arrampicano e s’infilano ovunque rischiando anche di causare danni. Usiamo il plurale, perché è molto meglio adottarne due, che si tengano compagnia e possano giocare tra loro. Nel gioco, oltre a fare ginnastica, imparano molte cose, per esempio a trattenere il morso e le unghie, ovvero a non fare male agli altri. I micini vanno adottati non prima dei due mesi, periodo che devono passare con la madre per ricevere i primi insegnamenti. Come per noi, il primo periodo dell’esistenza è fondamentale. Se invece si desidera un gatto calmo, meglio optare per un adulto, un esemplare dal carattere già formato e conosciuto e con le caratteristiche di comportamento desiderate. Perché esistono anche adulti vivaci e irruenti, così come gatti che amano i bambini e gatti che non li sopportano. Si può anche scegliere un animale anziano, di una decina d’anni: l’ideale se si desidera un gatto molto tranquillo oppure quando chi adotta non può assicurare a un giovane giochi vivaci. Il che non significa avere un’aspettativa di vita breve: un micio arriva anche oltre i vent’anni.

DOVE CERCARE

Trovare un gatto non è difficile. Ci si può rivolgere a un gattile (rifugio per felini): ce ne sono in tutte le città. Meglio informarsi bene sulla serietà del gattile, soprattutto dal punto di vista igienico-sanitario. Un altro punto di riferimento sono le associazioni animaliste e i veterinari. Se si desidera un animale di razza, bisogna rivolgersi a un allevamento. Meglio controllare di persona come sono tenuti gli animali, se i cuccioli vivono con la madre naturale, se hanno un buon rapporto con gli umani e se sono socievoli. Andando direttamente dall’allevatore, inoltre, si evita d’incentivare il commercio di cuccioli provenienti dall’estero, spesso maltrattati e talvolta poco sani.

MA QUANTO MI COSTI?

Il nuovo arrivato peserà sul bilancio di casa. Oltre al nutrimento, bisogna mettere in conto le spese mediche. Quelle inevitabili, come i vaccini e la sterilizzazione, e quelle facoltative, ma consigliabili, come il microchip. Ci sono poi gli imprevisti: una malattia, una caduta, un incidente possono purtroppo capitare. Da considerare anche i costi di una pensione o di un cat sitter in caso di assenze.

ATTREZZARE LA CASA

Pochi pensano ad attrezzare la casa per il gatto. Non bastano la cassettina igienica, la cuccia e qualche pallina. Il piccolo felino ha bisogno di farsi le unghie e arrampicarsi, dunque i grattatoi, più di uno, sono indispensabili. Meglio modelli grandi, su più piani e muniti di nascondigli morbidi. È una buona idea allestire una parete con ripiani in legno grezzo fino al soffitto, tutta per loro, per fare scalate e nascondersi. Per il gatto, salire in alto e guardare da lì il suo mondo è indispensabile. Infine, c’è il capitolo sicurezza. Finestre e balconi vanno protetti con reti. È falso il luogo comune che il gatto non cada o che non si faccia male se cade. Altre cautele: tenere sempre abbassata la tavoletta del wc. Detersivi, candeggina, medicinali vanno riposti in armadietti ben chiusi. Sempre chiuso anche l’oblò della lavatrice. Elastici, corde, fili vaganti sono pericolosi.

QUANDO C’È IL PEDIGREE...
I gatti di razza sono stati selezionati per le loro qualità estetiche e non per eseguire determinati compiti o lavori, come invece è successo per i cani. Dunque le differenze di carattere e di comportamento tra i vari tipi non sono enormi, ma esistono e bisogna prenderle in considerazione per non fare scelte sbagliate, che faranno soffrire l’animale. Ecco le razze più comuni.

Persiano

Si adatta benissimo alla vita in famiglia e non ama la confusione. È molto tranquillo ed equilibrato, mai aggressivo, ama giocare ed è affettuosissimo. Probabilmente è quello che fa meno danni in casa, perché ha scarsa tendenza ad arrampicarsi e a saltare. Il pelo richiede molte cure e il micio ha bisogno anche di particolare igiene a occhi e naso.

Certosino

Equilibrato, sicuro di sé e rassicurante, indipendente, non ama essere preso in braccio o troppo coccolato. I rumori lo disturbano. Si adatta bene alla vita in appartamento, ma deve avere abbastanza spazio a disposizione, per potersi isolare quando lo desidera.

Siamese

È estroverso e vivace, ama il padrone in modo esclusivo e possessivo. Adora essere coccolato e stare in compagnia, non va lasciato da solo. È molto comunicativo e miagola spesso, con un tono forte e inconfondibile. Viene considerato il più addestrabile dei gatti, uno dei pochi, per esempio, che accetti il guinzaglio.

Ragdoll

Il nome significa bambola di pezza: ama stare in braccio e non si ribella mai (attenzione che i bambini non se ne approfittino). Ha assoluto bisogno di contatto fisico e non può stare da solo, neanche poco tempo. È pacifico e dolcissimo, va trattato con molta comprensione.

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