Qualcuno l’ha definita “l’isola che non si scorda mai”. Altri, “un unicum senza possibilità di confronti nel mondo”. Sta di fatto che Capri - l’isola azzurra, l’isola delle sirene sono altri suoi appellativi - ha incantato milioni di visitatori sin dalla più remota antichità. Molti dei quali hanno lasciato tracce del loro passaggio sotto forma di palazzi, ville, giardini oggi accessibili al pubblico. Un patrimonio d’arte che si aggiunge alle straordinarie bellezze naturali, che fanno di questo blocco di calcare ricoperto di macchia mediterranea a picco sul Tirreno un luogo davvero indimenticabile e unico al mondo.

DALLA TAVOLOZZA ALLA TAVOLA
Unico a cominciare dal palato. Che si può deliziare in mille modi e in tutte le stagioni dell’anno. Ripieni di caciotta grattugiata, parmigiano, olio, cipolla, pomodorini e alloro, ecco i Ravioli alla caprese. Apprezzati da D’Annunzio, Claude Debussy e Marguerite Yourcenar, sono una delle bandiere gastronomiche dell’isola. Al pari dei Totani con patate, amati da Curzio Malaparte che andava in barca a pescare di persona questi deliziosi molluschi. Quando si parla di gastronomia, la Caprese per antonomasia è la celebre insalata fatta con pomodoro, mozzarella e basilico. Un evergreen per tutte le stagioni e con infinite varianti. Mozzarella fiordilatte o bufala? Pomodori fiasconi, cuore di bue, pachino, datterini o… misti? E poi: basilico o rucola? Origano, al posto o insieme al basilico? Davvero un bell’imbarazzo della scelta! Ma “caprese” si chiama anche una torta a base di cioccolato fondente, mandorle, uova, burro e zucchero (vedi ricetta). Leggenda vuole che sia stata messa a punto per contentare un’ospite di riguardo, una principessa austriaca, nostalgica della Sacher. Come sempre la realtà è più prosaica, ma non meno suggestiva. La Torta Caprese fu elaborata negli anni ‘30 del ‘900 da due discendenti del pittore August Weber che, arrivato a Capri nel 1880, aveva ben presto abbandonato pennelli e tavolozza per sposare una ragazza del luogo e aprire con lei la Strandpension Weber di Marina Piccola (oggi il lussuoso albergo Weber Ambassador). Le sue epigone, in cucina, non avevano fatto altro che unire il gusto mediterraneo per le mandorle con quello mitteleuropeo per il cioccolato. Ottenendo questa principesca delizia oggi alla portata di tutti.

L’IMPERATORE
Tra regnanti, politici, industriali, scrittori, pittori, musicisti, cineasti sono centinaia i “vip” che hanno frequentato Capri. Il primo in ordine di tempo è stato sicuramente Tiberio Augusto, il secondo imperatore romano, contemporaneo di Gesù. All’estremo vertice orientale dell’isola, a più di 100 metri a picco sul mare, si trovano i resti della monumentale Villa Jovis, la più grande delle sue numerose residenze da cui reggeva le sorti dell’impero. Qui, in mezzo al mare, non a Roma. Ma prima di salire a Villa Jovis vale la pena soffermarsi un poco nel Parco Astarita dove non è difficile incontrare qualche esemplare allo stato brado delle piccole capre autoctone che hanno dato il nome latino (Capreae) all’isola. Quasi all’estremo opposto, ossia sulla costa nord-occidentale, anche la Grotta Azzurra ha a che fare con Tiberio, in quanto secondo gli archeologi non era altro che il ninfeo (luogo di svago legato al culto dell’acqua) della soprastante villa di Gradola di cui oggi resta solo qualche rudere.

GLI ARTISTI
Nei pressi di Villa Jovis si trova un altro luogo dedicato all’ozio, Villa Lysis fatta costruire a fine ‘800 dal nobile e letterato francese Jacques Fersen. Amor et dolori sacrum (luogo sacro all’amore e al dolore) è scritto, con gusto decadente, sul fronte dell’entrata. Nei pressi dei Faraglioni, percorrendo la panoramica via Tragara per raggiungere l’omonimo belvedere, appollaiata sulle rocce di Punta Massullo, spicca l’inconfondibile sagoma di Villa Malaparte (aperta solo per eventi speciali) dello scrittore Curzio Malaparte. Ad Anacapri un’altra casa-museo spalanca oggi a tutti le sue sale e le sue vedute, un tempo riservate agli ospiti del padrone di casa. È Villa San Michele del medico e archeologo svedese Axel Munthe che l’aveva fatta edificare con queste intenzioni: «Voglio la mia casa aperta al suono del vento e al rumore del mare, come un tempio greco. E luce, luce, luce ovunque». Il risultato è questa perla architettonica dove si trovano reperti archeologici collezionati da Munthe in giro per il mondo e un terrazzo affacciato sull’infinito. A pochi passi, da non perdere, la barocca chiesa di San Michele con lo straordinario pavimento in maioliche dipinte con scene del Paradiso Terrestre. Come se il resto dell’isola ne fosse la continuazione.

SHOPPING & DRINK
La panoramica via Tragara ha il suo inizio in via Camerelle, la via dello shopping di lusso e dell’artigianato locale dove i fashion victim di tutto il mondo possono sbizzarrirsi (e perdersi) nelle vetrine di quello che è forse il miglio con la più alta concentrazione di negozi di alta moda del globo. Sempre nel cuore di Capri, d’obbligo una sosta nella celebre Piazzetta. Per un caffè, un drink o semplicemente per osservare l’andirivieni della gente. Nulla di più facile che imbattersi in qualche volto noto di Hollywood o, meno noto ma non meno importante, qualche tycoon della finanza internazionale venuto qui a rilassarsi. Proprio come un antico imperatore romano.

COME ARRIVARE
Collegamenti quotidiani con traghetti dal Molo Beverello del porto di Napoli a sua volta collegato con metropolitana (N 1) alla Stazione di Napoli Centrale e con autobus Alibus di Anm dall’Aeroporto di Capodichino.

COME IN UN FILM
Per entrare nell’atmosfera dell’isola azzurra niente di meglio che guardare uno dei tantissimi film girati e ambientati qui: dalla commedia, al melodramma, al film d’autore. Ecco alcuni titoli: L’imperatore di Capri (1949) di Luigi Comencini con Totò, che torna sul posto tre anni dopo non Totò a colori di Steno, affiancato da Franca Valeri nel ruolo della classica signora ricca e stravagante. Atmosfera ripresa dai Vanzina jr in A spasso nel tempo (1996), cinepanettone con Boldi-De Sica. Numerosi i sex symbol scritturati per avventure capresi, come Maurizio Arena e Alessandra Panaro nel 1959 per Avventura a Capri e, 30 anni dopo, Francesca Dellera per Capriccio (1987) di Tinto Brass. Immancabile la commedia musicale Un jeans e una maglietta (1983) con Nino D’Angelo, mentre al cinema d’autore appartiene Il disprezzo (1963) di Jean-Luc Godard con Brigitte Bardot, girato a Villa Malaparte.

GRADINI NELLA STORIA
Durante un soggiorno a Capri bisogna percorrere, in tutto o in parte, la cosiddetta Scala Fenicia (o Scala Greca) che fino al 1887 fu l’unico collegamento esistente tra Capri e Anacapri. Percorsa dalle donne dell’isola, famose per la loro bellezza, con pesanti ceste o anfore tenute in equilibrio sul capo ricolme di mercanzie. Oggi un salutare percorso-salute con viste mozzafiato sulla costa.

IL SEGRETO DELL’AZZURRO
Qual è il “segreto” della Grotta Azzurra, ossia la magica atmosfera turchese che si crea al suo interno? La cavità assume tale colorazione perché le pareti rocciose non toccano il fondo del mare e la luce penetra da tutto il fronte d’acqua creando gli straordinari riflessi.

IL CHIOSCO DI GRANITE
Lungo la strada che porta ai giardini di Augusto, è d’obbligo fermarsi a un chioschetto addobbato di limoni che prepara granite artigianali utilizzando solo frutta locale: limoni, arance, melograni, fichi India... Chiosco Tizzano, Viale Giacomo Matteotti 2.

I VERI SANDALI CAPRESI
I sandali capresi sono famosi in tutto il mondo. Ma pochi sono gli originali, realizzati con suola in vero cuoio italiano, fascette in vera pelle e decorazioni di veri cristalli e creati rigorosamente a mano al momento, su richiesta e gusto del cliente. Come si fa in due botteghe storiche di Capri: Da Costanzo, a pochi passi dalla Piazzetta, e Cuccurullo, in via Cristoforo Colombo, 36.

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