«La bella notizia è che ci sono sempre più stabilimenti balneari pet friendly, aperti e attrezzati per i cani, e che ogni anno aumenta il numero dei Comuni che consente l’accesso ai nostri amici a porzioni di spiaggia libera», esulta Silvia Bianco, educatore cinofilo e istruttore riabilitatore. «Ma bisogna sempre chiedersi se sabbia e scogli in alta stagione siano davvero
il luogo più adatto ai nostri quattrozampe: forse sarebbe meglio programmare rapidi passaggi al mattino o al tramonto, nelle ore meno calde e affollate, e dedicare il resto della giornata a una vacanza più rilassante per noi e per i nostri amici pelosi». Detto questo, vediamo come sono regolamentati gli arenili italiani e quali norme di comportamento occorre seguire, per il benessere di tutti.


COSA DICE LA LEGGE
Il nostro Fido avrebbe bisogno di una laurea in Giurisprudenzaper riuscire a districarsi tra norme e regolamenti che riguardano il suo diritto o meno ad accedere alle spiagge italiane. Non esiste infatti una legge nazionale e le norme vengono stabilite da varie autorità (Comune, Capitaneria di porto, Regione) e possono variare di anno in anno. In assenza di espliciti divieti regionali, comunali o delle autorità marittime, valgono le regole generali per i luoghi pubblici che prevedono che i cani possano girare se sono tenuti al guinzaglio o se hanno la museruola. Sul bagnasciuga è sempre possibile transitare, ma mai stazionare. In alcune zone, i cani possono accedere a tratti di spiaggia libera che quasi sempre, però, non sono attrezzati per loro. È quindi compito del proprietario portare ombrellone, ciotola e acqua fresca ed è bene avere con sé il libretto delle vaccinazioni. Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari, il titolare della concessione può vietare l’accesso agli animali o, al contrario, chiedere al Comune un’autorizzazione a consentirne la presenza, riservando loro un pezzetto di spiaggia (dove però quasi sempre devono essere tenuti al guinzaglio), oppure dedicandogli e attrezzando l’intero stabilimento. Il veterano di questi luoghi esclusivi è il Bau Bau Village (www.baubauvillage.it) ad Albisola Marina (Sv), al quale le persone possono accedere solo se “accompagnate dall’animale”. Qui ci sono ombrelloni, lettini, sdraio, docce, ciotole, cibi, un campo di agility ed altro, tutto su misura per i cani, e anche il tratto di mare di fronte a questa spiaggia speciale è destinato in primo luogo a loro.

app
L’app dogfriendly
Per individuare, regione per regione, gli stabilimenti balneari e le spiagge che consentono l’accesso ai cani e offrono servizi dedicati, c’è l’app gratuita dogtourist (www.dogtourist.it)

IN ACQUA
Il bagno
Non tutti i cani si buttano subito in acqua. Qualcuno è timoroso, qualcun altro è pigro, c’è chi si tuffa il primo giorno e chi ne aspetta tre. Non si deve forzare l’animale, ma rispettare
i suoi tempi. «Lo si coinvolge giocando con lui e facendosi vedere tranquilli in acqua», consiglia la veterinaria comportamentalista Sabrina Giussani, di Busto Arsizio (Va). «Non bisogna assolutamente trascinarlo in mare o portarvelo in braccio». Se vede i suoi simili fare allegramente il bagno, anche un cane pauroso entrerà in acqua più facilmente. Come noi, il cane non deve fare il bagno subito dopo i pasti, meglio aspettare due o tre ore, ma non deve neanche essere totalmente digiuno.


La doccia
Dopo il bagno, è consigliabile una doccia d’acqua dolce, senza shampoo, per liberare il pelo da sabbia e sale.

 

IN SPIAGGIA

La calura
Per seguire il loro padrone, i cani farebbero qualsiasi cosa, persino andare in una spiaggia assolata alle due del pomeriggio, dove rischiano pericolosissimi colpi di calore. Questi animali non sudano, dunque soffrono molto il caldo. Per combatterlo possono solo ansimare e disperdere il calore aumentando la frequenza degli atti respiratori (no perciò alla museruola
a fascia, che impedisce l’apertura della bocca). Razze a muso corto, come carlino, boxer e bulldog, ne soffrono ancora di più. È necessario perciò tenere il cane all’ombra e dargli spesso da bere. Ovviamente è sconsigliato portarlo in spiaggia nelle ore più afose della giornata.
La sabbia
La sabbia bollente scotta e irrita i cuscinetti delle zampe. Una buona idea può essere portare in spiaggia il trasportino di tessuto del cane e inserirvi un tappetino rinfrescante: sarà una buona cuccia per il nostro Fido.
Il sole
È particolarmente pericoloso per la pelle dei cani bianchi o con ampie zone di pelo bianco. Sul loro naso, che in termini tecnici si chiama tartufo, e sulle altre parti rosa (pancia, inguine), si deve mettere una crema solare ad alta protezione. Ce ne sono di apposite per loro.
La luce
I raggi solari possono danneggiare anche i loro occhi. Per le gite in barca o sul pattino, esistono occhiali da sole per cani che riparano da sole, sabbia e vento. È importante che le lenti siano certificate come efficaci contro i raggi Uv, altrimenti si rischia di peggiorare la situazione.
La passeggiata
«Ricordiamoci che il cane in spiaggia, fermo per ore, si annoia», avverte la dottoressa Giussani. «Prima e dopo gli si devono far fare delle lunghe passeggiate, in posti per lui piacevoli e stimolanti».

Potrebbe interessarti anche...