Non è una delle tante novità made in Usa, come in molti credono. Il Pilates è un metodo messo a punto nei primi anni del ‘900 dal tedesco Joseph Hubertus Pilates, figlio di un ginnasta e una naturopata: sofferente di asma, rachitismo e febbre reumatica, inseguì la salute in modo caparbio e ossessivo. Si ispirò ad antiche discipline orientali, come lo yoga, lavorò sulla postura e sulla respirazione dando vita a un programma di esercizi che battezzò Contrology, in riferimento al controllo della mente sulla muscolatura. Concentrandosi in particolare sui muscoli posturali, supporto alla colonna vertebrale, Pilates vinse le sue fragilità e diventò un atleta.

COME UNA POESIA
Il metodo che oggi porta il suo nome si basa su un repertorio di circa 500 esercizi finalizzati a sviluppare e rinforzare quella che Pilates chiamava la Power House del corpo (casa del potere o centro della forza), ossia tutti i muscoli connessi al tronco: addominali, glutei, schiena e muscoli profondi della postura che supportano la struttura scheletrica. «In 10 sedute noterai la differenza, dopo 20 sedute le altre persone noteranno la differenza, dopo 30 sedute avrai un corpo totalmente nuovo», diceva. Con ripetizioni limitate e coordinate alla respirazione, il metodo Pilates guarda al corpo nella sua interezza per riportare equilibrio e tono muscolare attraverso la correzione di asimmetrie e debolezze croniche ed è anche un eccellente sistema riabilitativo per schiena, ginocchia, anche, spalle e traumi da stress. Il Pilates non è solo un insieme di esercizi, bensì un concetto, una nuova consapevolezza del corpo. Nella sua forma più perfetta, dice chi lo pratica, è “poesia in movimento”. 

TANTI STILI
Gli esercizi possono essere eseguiti a terra su speciali materassini (mat work) o su uno dei numerosi attrezzi inventati da Joseph Pilates. Ogni insegnante può però personalizzare il metodo secondo il proprio stile nel rispetto dei sei principi basilari: Respirazione, Baricentro, Precisione, Concentrazione, Controllo, Fluidità. Una delle varianti più note è il metodo Fletcher, dal nome del guru canadese Ron Fletcher. Ballerino di Martha Graham, iniziò a frequentare Pilates negli anni ‘40 a causa di un problema al ginocchio. Col tempo perfezionò tecniche nuove per esaltare l’interazione tra corpo, mente e spirito arrivando alla creazione di un suo programma specifico: The Ron Fletcher Work. Oggi c’è anche il metodo Stott Pilates®, l’approccio contemporaneo al metodo originale. Creato in Canada negli anni ‘80 da Lindsay e Moira Merrithew, è il metodo prediletto da atleti e celebrities per aumentare la consapevolezza del proprio corpo, migliorare la performance agonistica ed eliminare lo stress. Il Pilates, in ogni sua variante, si pratica nelle palestre specializzate (ce ne sono in ogni città d’Italia) in corsi organizzati secondo vari livelli: principianti, intermedi, avanzati e super-avanzati.

IN PRATICA
Gli esercizi di Pilates sono capaci di intervenire là dove la persona ha più bisogno. Abbiamo tutti equilibri muscolari differenti: in alcuni casi troppo tonici (i pettorali ipertonici, per esempio, chiudono le spalle), in altri troppo deboli (tipicamente gli addominali, con relativa pancia e mal di schiena). Un buon insegnante di Pilates fa precedere il vero e proprio training da almeno due sessioni di valutazione dell’allievo. Si fa un’idea della situazione e formula un programma personalizzato, integrando l’uso di macchine e attrezzi specificamente progettati. Durante la classe di Pilates ogni esercizio (la maggioranza sono da stesi), è ripetuto dalle 5 alle 10 volte e si eseguono complessivamente dalle 20 alle 40 serie di esercizi. A volte sono simili allo yoga, ma affrontati attraverso le ripetizioni, sempre dinamici, senza mai arrivare a posture estreme. Il Pilates regala una silhouette allungata come quella dei ballerini, fortifica schiena e addominali, corregge asimmetrie. Le lezioni di Pilates possono essere individuali, per piccoli gruppi di allievi con gli stessi problemi, oppure collettive. 

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