Qual è il segreto di una parete con una perfetta composizione di quadri? Non improvvisare. Mix di colori, geometrie e asimmetrie vanno studiati con cura prima di armarsi di martello e chiodi. Sì, anche le asimmetrie vanno programmate, per non ritrovarsi ad avere sempre sotto gli occhi un risultato che non funziona. Prima di procedere, meglio procurarsi gli arnesi indispensabili: oltre al martello, chiodi adatti al tipo di muro, matita, nastro adesivo di carta (quello blu è delicato e preserva intonaco e colore della parete), un metro rigido, grandi fogli di carta (va bene quella da pacchi). E una bolla per controllare che tutto sia dritto.

IN PARETE CON CARTA E NASTRO ADESIVO
Sia che stiate mettendo su casa, sia che abbiate appena imbiancato e dobbiate riposizionare i quadri, sia che abbiate comprato un elemento nuovo da aggiungere, il primo consiglio è di sperimentare lo schema di composizione, prima di bucare la parete. Scegliete su quale lato volete allinearli. Se su quello inferiore, posizionate il nastro adesivo blu orizzontale, a 120 cm da terra (in questo modo i quadri, appesi con il lato inferiore della cornice allineato al nastro, saranno all’altezza degli occhi di chi li guarda). Se la parete è di fronte a un divano, calcolate 90-100 cm da terra (da seduti, gli occhi sono più in basso, ovviamente).
Se invece volete allinearli sul lato superiore, posizionate il nastro adesivo a 180-200 cm da terra. Se i quadri hanno tutti dimensioni diverse, allora bisogna dargli un ordine racchiudendoli in una figura geometrica: disegnate perciò con il nastro di carta un quadrato o un rettangolo. Per sperimentare la composizione, poi, un buon modo è tracciare la sagoma di ciascun quadro sulla carta da pacchi, ritagliarla e appenderla al muro con il nastro di carta. Potete così studiare le possibili composizioni, allontanarvi e guardare come è l’effetto d’insieme. Ulteriore comodità: con la bolla è agevole verificare che ogni sagoma sia dritta e segnare con la matita dove posizionare i chiodi, senza dovere spostare ogni volta i quadri, magari pesanti.

STANZA PER STANZA
L’ingresso può essere il posto ok per una composizione regolare, di 4 o anche 9 quadri, ideale se avete più stampe (e cornici) dello stesso tipo. Se in ingresso c’è uno spigolo dato da 2 muri, il trucco per minimizzarlo è tenerne il culmine come guida e allinearvi le cornici sui due lati. Nel soggiorno i quadri sono un elemento importante: un grande classico è il quadro sopra il divano. Qui ce ne sta bene uno di grandi dimensioni, perfettamente centrato, oppure una composizione, a patto che il suo perimetro esterno sia a filo con la lunghezza del divano. Una soluzione originale, se si hanno dei quadri con cornici simili, lineari, è creare un layout unito, appendendoli “incollati” uno all’altro e creando una grande forma unica.
In cucina, di solito c’è posto di fronte alla parete con il piano e i pensili. Se c’è il tavolo, i quadri si possono posizionare lì sopra, a un’altezza corrispondente alla mezzeria dei pensili di fronte. In alternativa, si può appendere una mensola poco profonda e appoggiare quadri e quadretti lì: così li si possono cambiare spesso, senza bisogno di bucare la parete. Ottima soluzione anche per il soggiorno, dove le mensole possono essere anche 2 o 3, a distanza regolare. Sulle scale, ok seguirne l’andamento ascendente, posizionando i quadri a distanza regolare, sempre alla stessa altezza rispetto allo scalino sottostante. In alternativa, se c’è un pianerottolo si può tenere come riferimento per i quadri l’angolo tra i due muri, appendendoli sui due lati, tutti a partire dalla medesima distanza dallo spigolo. In camera, sopra al letto, via libera alle composizioni: una buona soluzione è posizionare al centro il quadro più importante e poi circondarlo con altri più piccoli, a spirale. Infine, perché privarsi dei quadri in bagno? Se il problema sono le piastrelle, per non bucarle basta piantare i chiodi sopra, sulla parte di muro lasciata a stucco, e far pendere i quadri da delle catenelle.

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